Lavorare nella ristorazione, aumento di giovani qualificati del 72%

Lavorare nella ristorazione, aumento di giovani qualificati del 72%
Lavorare nella ristorazione, aumento di giovani qualificati del 72%

Ogni anno il numero di famiglie e di persone che cucina nella propria abitazione i pasti è in netta diminuzione, in particolare nelle grandi città. L’aumento delle ore in ufficio e lo sviluppo di startup dedite alla consegna di cibo a domicilio non hanno fatto altro che incentivare questo fenomeno.

La maggior richiesta di cibo di qualità, ha portato ad aumentare la richiesta di personale qualificato nel campo della ristorazione. Dal 2008 al 2015 si sono creati circa 96 mila nuovi posti di lavoro. Crescita, che non è stata registrata in nessun altro comparto economico in Italia.

Lavoro ai giovani

La percentuale di persone assunte in questi anni nel settore della ristorazione, per la maggior parte sono persone con una età inferiore ai 40 anni. Circa il 70% degli assunti, è inferiore anche ai 35 anni. Settore giovanile per eccellenza, vuoi per il numero di ore in cui si deve stare in piedi vuoi per i vantaggi economici che un dipendente giovane porta all’azienda che lo assume.

Ora, le imprese si trovano nella situazione che hanno seri problemi a trovare persone qualificato da assumere. In una delle ultime ricerche promosse da FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi)-Confcommercio, molti profili professionali ad alta qualificazione sono sempre più difficili da trovare. Questa situazione, potrebbe ridurre notevolmente il numero di giovani disoccupati in Italia.


Stagionalità e ricambio generazionale

Il settore della ristorazione, così come quello del turismo purtroppo in molti casi hanno una serie di problematiche legate alla stagionalità di molte aziende. In località di villeggiatura e/o dove il turismo ha un forte riscontro nell’economia locale spesso ci sono periodi dell’anno in cui il lavoro non c’è. Proprio questo, unito alla difficoltà nel ricambio generazionale del personale spesso porta gli imprenditori a diffidare nell’assumere nuovo personale, anche se esistono le possibilità per impiegarlo nel migliore dei modi.

Da metà giugno alla fine di settembre, la richiesta di personale specializzato “under 40” per il lavoro stagionale nelle località turistiche estive è in forte aumento. In molti casi, la mancanza di personale costringe i datori di lavoro a ripiegare verso persone senza una specializzazione che nel medio termine possono rivelarsi più un danno che un vantaggio per l’azienda.